03 luglio, 2008

MESORACA (KR) - CFS SCOPRE MANUFATTO ABUSIVO IN TERRENO SOTTOPOSTO A VINCOLO




Crotone 01.07.2008 - Il Comando Stazione Forestale di Petilia Policastro, nel corso di alcuni servizi di controllo del territorio, sulle aree maggiormente a rischio interessate da reati eco-ambientali, e precisamernte in località Fratta, in agro del Comune di Mesoraca, hanno proceduto a segnalare alla autorità giudiziaria competente una persona identificata in S.S. di Mesoraca di anni 68.

La pattuglia in servizio nel corso dei controlli ha avuto modo di accertare che S.S in un fondo dato in concessione dal Comune di Mesoraca, sul quale insisteva una baracca in legno, stava procedendo alla realizzazione ex novo di un manufatto con struttura portante in cemento armato, da adibire verosimilmente a civile abitazione, senza avere acquisito le preventive e vincolanti autorizzazioni necessarie.

Da accurati accertamenti è emerso che il corpo di fabbrica, era di una superficie complessiva di 180 metri quadrati circa e lo stesso era costituito da un piano fuori terra con predisposizione per un ulteriore piano sopraelevato, dove, per realizzarlo era stato creato un movimento di terreno saldo vincolato di metri quadri 200 circa.

A seguito verifica effettuata con l’ausilio delle apparecchiature G.P.S per rilevare le coordinate geografiche dei lavori eseguiti, e S.I.M.(sistema informativo della montagna), che consente di sovrapporre cartografia catastale e rilievo aerofotogrammetrico della stessa zona con le coordinate geografiche, è stato possibile accertare che l’area oggetto dei lavori abusivi , era in agro e di proprietà del Comune di Mesoraca e oltre ad essere sottoposta a vincolo idrogeologico, era sottoposta anche a vincolo paesaggistico-ambientale, in virtù del fatto che ricade in contesto boscato ed a una altitudine superiore a mt.1000 s.l.m.

Pertanto, alla luce di quanto accertato dagli uomini del CFS S.S. è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per: violazione alla normativa urbanistico-edilizia, deturpamento di bellezze naturali, e invasione di terreno, in area sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico-ambientale.-

Nell’ambito degli stessi controlli e nella medesima località gli stessi uomini del CfS, hanno proceduto a segnalare alla Autorità Giudiziaria competente, un’altra persona, identificata in C.A., anch’egli di Mesoraca, per avere realizzato abusivamente in area sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico-ambientale, una platea in cemento armato, sulla quale verosimilmente doveva realizzare un manufatto, sprovvista delle relative autorizzazioni necessarie, per violazione alla normativa urbanistico-edilizia, e deturpamento di bellezze naturali.

La località Fratta, è costituita da un villaggio turistico con manufatti a scopo di villeggiatura, edificati a partire dagli anni 70 all’interno del territorio demaniale del Comune di Mesoraca.

Da qualche anno lo stesso Comune ha regolarizzato la posizione possessoria dei cittadini che occupavano i lotti a vario titolo.

30 giugno, 2008

QUANDO INCONTRAI AMBROGIO FOGAR

Correva l'anno 1988.
Ebbi la fortuna di accompagnare la troupe del mitico "Jonathan ..dimensione avventura" e di incontrare il leggendario Ambrogio Fogar.
Ne scriverò presto.

CROTONE - CONVEGNO SUL PARCO DELLA SILA PATROCINATO DALL'AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE




- Tenutosi a Lorica il convegno relativo al master di II^ livello in Sostanze Organiche Naturali dell’Università di Roma “La Sapienza” Facoltà di Scienze Matematiche,Fisiche e Naturali – Facoltà di Farmacia – All’iniziativa partecipa anche il Corpo Forestale dello Stato.

Crotone 30.06.2008 – Il convegno avente come tema “il parco nazionale della sila a metà strada tra le istituzioni e l’università” appoggia un importante iniziativa didattico-scientifica.

Il percorso formativo del Master, patrocinato dall’Amministrazione Provinciale di Crotone, si propone di dare allo studente una preparazione post-laurea sulle sostanze organiche naturali in stretta connessione anche con il mondo delle imprese locali, tale da facilitargli e consentirgli l’inserimento nel mondo del Lavoro. Il corso ha durata annuale e verranno riconosciuti i relativi CFU.

Gli approfondimenti riguarderanno: la cosmeceutica, la nutraceutica, i fitofarmaci, la tossicologia, i composti stupefacenti di origine naturale; i processi di estrazione eco-compatibili, lo sviluppo di prodotti naturali, le tecniche analitiche avanzate.

I percorsi formativi si concluderanno con stages in qualificate strutture pubbliche e private esterne all’Università.

Dalla Calabria, come nel resto del nostro paese, ogni anno fioriscono nuovi laureati, una giovane forza che è importante trattenere nella propria regione. Perché ciò accada è necessaria la collaborazione delle istituzioni e del mondo dell’impresa.

In questo progetto l’Università di Roma “La Sapienza” si introduce fattivamente offrendo ai giovani calabresi la possibilità di frequentare un corso di alta formazione che darà ulteriore professionalità e che faciliterà il loro passaggio nel mondo del lavoro.

Questo Master infatti come detto, è patrocinato dalla provincia di Crotone che crede nell’efficacia di una collaborazione tra istituzioni a favore dei giovani.

Il Corpo Forestale dello Stato – Comando Regionale per la Calabria entra in questo progetto mettendo a disposizione dell’Univesità “La Sapienza” i laboratori che ha dislocati nel territorio della regione Calabria, presso i quali, gli studenti potranno espletare interessanti stages ed approfondire le loro conoscenze scientifciche, e siano aiutati nel difficile compito di trovare una occupazione duratura e congrua al loro titolo di studio.

Al convegno, ospitato presso la bellissima sede del Parco nazionale della Sila, hanno preso parte il Dr. Michele Laudati, Direttore del Parco Nazionale della Sila, il Prof. A.Bianco dell’Università “La Sapienza”, il Dr. C. Ferrucci, Vice Questore aggiunto del Corpo Forestale dello Stato del Comando Regionale Calabria, alla presenza di diversi giovani, interessati alla tematica.

Il Dr. M. Laudati, nell’aprire il convegno, dopo avere ricordato il Dr. A. Garcea, già presidente dell’Ente Parco, ha sottolineato l’importanza eco-ambientale del parco ed i suoi riflessi che ha nel contesto sociale, quindi a favore dei giovani per farli crescere culturalmente e soprattutto una volta completati gli studi, con sentigli di lavorare nella propria regione, mediante la creazione di nuovi posti di lavoro.

L’Università “La Sapienza”, ha continuato il Prof. A. Bianco in questi ultimi anni, si è impegnata moltissimo verso i giovani neo-laureati. Perchè la Calabria dice il prof.?... Perché formare un giovane calabrese presso l’Università e consentigli anche una formazione locale nella realtà di provenienza, costituisce un sicuro presupposto di successo nel settore in cui questi andrà a lavorare.

A continuazione del convegno il Dr. C. Ferrucci Vice Questore Aggiunto del Corpo Forestale dello Stato del Comando Regionale per la Calabria, asserisce che, offrire ai giovani neo-laureati una formazione post-laurea all’avanguardia non solo delle conoscenze sulle sostanze naturali, nell’ambito del territorio calabrese, ma soprattutto sulle metodiche di analisi e utilizzazione delle stesse, costituisce il massimo per uno che andrà ad operare nel mondo del lavoro, specie per le nuove aree di interesse come la nutraceutica e la cosmeceutica, queste ultime in stretta connessione con il settore agro alimentare, forestale ed i cambiamenti climatici.

E proprio in questa direzione che si sta muovendo sia l’Ispettorato Generale del CFS, che il Comando Regionale del Corpo Forestale dello Stato per la Calabria, diretto dal Dir. Sup. Ing. Vincenzo Caracciolo, non ultima la convenzione stipulata con l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria.

Antonella Dimitrio del Comitato organizzatore dell’Università “La Sapienza” conclude augurando che “l’incontro tra queste diverse istituzioni sia stato utile per avviare progetti nuovi che aiutino i neo-laureati

27 giugno, 2008

CALABRIA - IL RITORNO DEL TRIBALISMO



Spesso ci si chiede come mai l'ABC della convivenza civile in Calabria sia del tutto assente.
Io stesso scrissi qualcosa sull'argomemento.
Oggi , parlando con un mio vecchio zio, profondo conoscitore delle cose della zona in cui vivo siamo giunti alla conclusione che non c'è fiducia alcuna nelle istituzioni dello Stato, per cui non si vede nulla se si assiste a qualche evento delittuoso, non ci si fida delle autorità che sarebbero deputate alla salvaguardia della propria salute , ad esempio, come , purtroppo, ho avuto modo di constatare recentemente nella cittadina di cui sono corrispondente per il quotidiano "Calabria Ora".
Detta cosi, sembrerebbe la scoperta dell'acqua calda, ma se si pone mente al fatto che è un sentimento del ventre profondo della popolazione Calabrese, penso, che qualche riflessione a qualche sociologo debba pure venire in mente!
Siamo al fallimento del concetto stesso di Stato, per cui si registra il ritorno di forme di tribalismo per cui lo spazio sociale dell'individuo si circoscrive , nella migliore della ipotesi, al cerchio dei parenti di primo grado.
Fallita la modernizzazione, si ha il ritorno ad una sorta di feudalesimo medioevale, con la differenza, che, oggi, i feudatari sono i maneggioni della politica, sempre gli stessi, che si moltiplicano ed espandono in tanti simil cloni che non hanno da esprimere se non la propria brama di potere e i servitori della gleba sono coloro, che con il loro voto permettono ai primi di gestire la cosa pubblica.
In Calabria lo Stato semplicemente non esiste. La scuola non riesce ad insegnare i valori del vivere civile per cui ognuno si rifà alla propria esperienza famigliare e ne diventa diretta espressione ed emanazione.
Non esiste società civile, senso civico, cura degli interessi diffusi ed il segno evidente di questo lo si ha nello sfacelo completo dell'ambiente urbano o extraurbano in ogni dove di questa terra bellissima, amata da tutti , tranne che dai suoi abitanti.
Speranze?...
per quanto mi riguarda pochissime...

24 giugno, 2008

CONDOFURI (RC) - COMITATO DI CITTADINI CHIEDE UNO RIGOROSO MONITORAGGIO SCIENTIFICO DEL TERRITORIO




Un monitoraggio scientifico serio e rigoroso.

E’quanto chiede, con una raccolta di firme , un comitato spontaneo di cittadini di Condofuri alle autorità sanitarie competenti, facendo riferimento all’elevato numero di neoplasie ematologiche maligne riscontrate negli ultimi anni nel territorio comunale, in particolare. e sull’intera area del Basso ionio reggino, più in generale.

“L’elevato numero di casi di neoplasie ematologiche maligne e la loro concentrazione in aree territoriali bel definite-” afferma il comitato, il quale comprende , tra l’altro, un gran numero di persone colpite dalle malattie -“ ci porta a chiedere alle autorità competenti, in primis quelle sanitarie, uno studio attento e approfondito della problematica per capire quelle che possono essere le cause di un numero rilevante di casi di malattie in contesti nei quali non esiste una concentrazione di impianti industriali, tale da darne una prima ed evidente spiegazione”

Il comitato si riferisce ad uno specifico tipo di neoplasie, ma rilevanti sono i casi di altre fattispecie tumorali per cui, si sostiene, è necessario porre adeguata attenzione al fenomeno, per predisporre le strategie più adeguate per la risoluzione del problema.

Il comitato, oltre a porre in evidenza la problematica in questione, richiama l’attenzione sul fatto che per curare malattie di questo tipo, le strutture sanitarie necessitano di quantità elevate di sangue, per cui, in collaborazione con l’Associazione Adspem, sta per organizzare una giornata di raccolta straordinaria del prezioso liquido a Condofuri nel mese di agosto, e, comunque, invita tutti coloro i quali possono, a recarsi presso i centri trasfusionali per diventare donatori di sangue..

“Donare sangue è un atto di civiltà soprattutto per far fronte alle necessità quotidiane e fronteggiare, nel migliore dei modi le emergenze, poiché lo scopo è quello di raggiungere l’autosufficienza territoriale nella disponibilità del prezioso liquido”.

I componenti del comitato, in conclusione, invitano chi fosse interessato ad aderire alla raccolta delle firme di rivolgersi alle persone, note nella cittadina, che la stanno portando avanti, e auspicano che , al più presto, si possa mettere in moto una organizzazione a livello politico e sanitario, tale da dare risposte per una problematica che, interessa, sempre di più , un maggiore numero di persone nell’ intera Area del Basso Ionio Reggino e , fare sentire queste ultime e le loro famiglie un po’ meno abbandonate nell’affrontare dinamiche nuove, sconosciute alla storia propria del territorio in cui sono nate e cresciute.

19 giugno, 2008

OMERO E IL MISTERO DI TEMESA

di Licia Landi

"UN DI’ VEDRETE MENDICO UN CIECO ERRAR SOTTO LE VOSTRE ANTICHISSIME OMBRE"1.

Esistono nomi cari all’ immaginazione, forse perche' evocano un passato che si confonde con il mito, o forse perche' simboleggiano i sogni e la meraviglia dell’ uomo di fronte all’ ignoto.

Sono rari e splendidi. Hanno la forza del vento, del mare, della terra e del fuoco.
Sono i nomi dei poeti.

Esistono luoghi un tempo celebri e popolosi, le cui tracce sono state cancellate dall’ incessante fluire del tempo. Di loro resta solo la memoria della parola.
Sono i luoghi cantati dai poeti.

Enigmatica e ammaliante e' la storia di Temesa, citta' calabrese dall’illustre passato, misteriosamente svanita. A nulla sono fin qui valsi i tentativi degli archeologi di individuarne il sito, solo ipotesi, e le piu' accreditate parlano della Valle del Savuto, dell’ area circostante Campora.

L’ esordio poetico di Temesa fu regale: l’ Odissea del sacro vate Omero.
Spentisi gli ultimi fragori della guerra di Troia, gli eroi achei avevano fatto ritorno in Grecia, tranne Ulisse, trattenuto nell’ isola di Ogigia dalla ninfa Calipso. Gli dei, allora, nel corso di un animato concilio, decisero che l’ eroe potesse riabbracciare la sua terra e per questo inviarono ad Itaca Atena, con le sembianze di Mente, re dei Tafi, per convincere Telemaco a mettersi in viaggio in cerca del padre. La dea cosi' parlo' al giovane: " Adesso sono approdato ... con la nave e i compagni, navigando sul mare scuro come vino verso genti straniere, verso Temesa, in cerca di rame, e porto ferro fiammante"2.
I versi omerici, oltre a suggestionarci con la loro singolare forza poetica, ci rivelano che Temesa era famosa per le sue miniere di rame ubicate, secondo Strabone3, vicino alla citta', ed era, nella Calabria protostorica, tra il IX e l’ VIII sec a. C., centro attivo di scambio con il mondo greco e con l’ Oriente fenicio e siro-anatolico.

La citta', fondazione ausonica, il cui nome deriva da una radice semitica e significa "la Fonderia", fu colonizzata, dopo la guerra di Troia, secondo Strabone, dagli Etoli di Toante, o, secondo l’ "oscuro poema" Alessandra di Licofrane4, dai Focidesi figli di Naubolo, entrambi guerrieri greci menzionati da Omero nel Catalogo delle navi5, particolare questo molto significativo perche' permette di collegare la colonizzazione leggendaria di Temesa al patrimonio epico dei "nostoi".

All’ epos omerico, autentico "centro", per il suo carattere enciclopedico, del complesso mondo mitologico greco, si riferiscono anche molti episodi traditi da autori posteriori. E’ il caso, per esempio, della leggenda dell’ eroe di Temesa narrata da Strabone e, con preziosa "curiositas", dal periegeta Pausania6.
In breve i fatti: Polite, compagno di Ulisse, approdato a Temesa, violento' una vergine e fu, percio', lapidato dagli abitanti. Il suo demone si vendico' con tanta ferocia da costringere la popolazione a dedicargli un santuario e a consacrargli, ogni anno, la piu' bella fanciulla. Euthyco di Locri, vincitore per ben tre volte ad Olimpia nelle gare di pugilato, mise fine a questo doloroso tributo, vincendo il demone che "sprofondo' nel mare".
Pausania aggiunge nel suo racconto di aver udito la vicenda da un mercante e di aver visto un quadro, copia di uno piu' antico, in cui erano raffigurati Euthymo e il demone, spaventoso, nero e rivestito di una pelle di lupo.
Se procediamo a una lettura stratigrafica del testo, possiamo giungere a stimolanti deduzioni: la circostanza narrata testimonierebbe uno stato di soggezione degli abitanti di Temesa, risolta dall’ intervento di Locri (probabilmente nel 472 a. C., come si puo' evincere dal confronto con il fr. 98 degli Aitia di Callimaco); la storia integra reminiscenze mitiche e religiose: il tipo di condanna cui viene sottoposto Polite, lapidato da vivo e precipitato in mare, poi, come demone, presenta decise analogie con i riti di esecuzione dei Pharmakoi, le vittime espiatorie a cui si dava la caccia, secondo un determinato rituale, prima dell’ uccisione.

Con la ricchezza e la molteplicita' di notizie riguardanti le antiche fasi di Temesa, contrastano la documentazione relativa al periodo romano, poco significativa se si eccettuano i passi di Livio e di Cicerone che ci informano, rispettivamente, della deduzione di una colonia di cittadini romani nel 194 a. C., dopo l’ occupazione di Annibale7, e della devastazione provocata dagli schiavi sfuggiti alla sconfitta dell’ esercito di Spartaco nel 71 a.C.8, e i rari documenti altomedioevali che menzionano la diocesi di Temesa sino alla fine del VII sec d. C.

Da secoli ormai sugli antichi luoghi e' sceso il silenzio, ma a noi "resta quel nulla d’ inesauribile segreto"9: il dono della poesia.

1) Foscolo, Dei sepolcri, vv.279-281

2) Omero, Odissea, I vv.182-184 (Trad. Privitera)

3) Geografia,VI,1,5

4) v.1067 sg.

5) Omero, Iliade, II, v.638 e v.517

6) Periegesi, VI, 6,4-11

7) Livio, Storia di Roma, XXXIV,45

8) Cicerone, Act. In Verrem, sec. V,39 e 41

9) Ungaretti, Il porto sepolto

12 giugno, 2008

MATRIMONIO TIME


Sabato 14 Giugno mi sposo.
Per ovvi motivi è sospesa l'aggiornamento del blog.
Auguro a tutti di avere la stessa felicità che ho io, naturale conseguenza del convolare a nozze con la persona giusta.
A presto
Fortunato Vadalà


10 giugno, 2008

EUROPEI 2008 - L'OLANDA "ASFALTA" L' ITALIA



Che belle e , sopratutto, sane risate ieri sera davanti allo schermo Tv.
I campioni del Mondo, i prluridecantati e strombazzati nostrani umiliati da perfetti sconosciuti(?).
E' tipico del provincialismo nostrano quello di decantare le gesta dei nostri alfieri, e omettere di considerare gli avversari.
Cosi può capitare che un popolo scopra l'Olanda, e impari cosa sia il Calcio, quello vero, non la patacca che giorno dopo giorno un intero sistema rifila al popolo BUE.
E' cosi tre gol a zero , con almeno tre parate miracolose del portiere, e non c'è nulla da dire.
Ieri l' Olanda ha insegnato Calcio ad una manica di dilettanti allo sbaraglio.
Io ho riso di vero cuore,sopratutto pensando agli idioti che fanno del Calcio la loro ragione di vita, ben supportati da un intero sistema Paese.
Risate di gusto, risate a crepapelle nel vedere un gruppo di comici inseguire un pallone e undici Maestri (compreso Van Der Sar) irriderci.
Grande Olanda!
L'Italia?
Comicità allo stato puro.
L'allenatore, i calciatori, i tifosi, i giornalisti.
Se avessero un briciolo di dignità andrebbero a nascondersi tutti!
Ma la dignità non abita a queste latitudini e costoro continueranno ad ammorbare l' aria, pienamente giustificati dal fatto che milioni di dementi continueranno a seguirli e, purtroppo, spendere soldi.
Costoro pensavano che ieri dovesse essere solo una passeggiata.
Poveracci!