
La conferma di avere visto giusto è sempre confortante.
Articolo pubblicato su Calabria Ora del 14/10/2007
di
PABLO PETRASSO
p.petrasso@calabriaora.it
La home page del sito dei ragazzi di Locri (quelli di Ammazzateci tutti, tanto per essere chiari) è uno dei luoghi virtuali di incontro dell’antipolitica in salsa calabrese.
Gli editoriali su AnnoZero, i richiami alle battaglie di Beppe Grillo, la saldatura con il movimento pro De Magistris sono i leit motiv di quelle pagine web.
Affollano i forum, che sono frequentatissimi e si leganoagli editoriali: quelli di Aldo Pecora e di tanti altri, giovani e no, che vedono nel movimento nato nei difficili giorni seguiti al delitto Fortugno una stella polare chetraccia la rotta verso una nuova Calabria. Sulla home page di Ammazzatecitutti.org c’è un sondaggio che dice così: “Il Consiglio regionale della Calabria, con 33 consiglieri inquisiti, dovrebbe essere sciolto?”. Nulla da ridire. Ciascuno è libero di pensarla come
vuole. E infatti i frequentatori del sito la pensano più o meno tutti allo stesso modo: il Consiglio va sciolto per l’88% dei partecipanti al voto elettronico
(il dato è di ieri). I motivi per farlo non sono indicati (ma c’è chi è pronto a sostenere che ce ne sarebbero molti) ma il risultato è netto.
Ed è il metro dell’approccio alla politica di una certa fetta della società calabrese. Una risposta, in qualche modo, scontata per chi ha pubblicato il logo del Padrino su una pagina web affiancandolo alla faccia del presidente del Consiglio regionale Peppe Bova.
Scontato per quelli che, come il leader riconosciuto dei Ragazzi, Aldo Pecora,
pensano e scrivono senza remore che in Calabria «la politica è soprattutt
malapolitica».
Ci può stare anche questo, per carità.
Ma ci può stare anche che il movimento Ammazzateci tutti accetti un finanziamento dalla vituperata Regione Calabria, e per di più dalla Presidenza di quel Consiglio che, se potesse, scioglierebbe all’istante? Non abbiamo (e forse non c’è) una
risposta preconfezionata.
L’associazione, invece, ce l’ha, visto che il finanziamento l’ha accettato.
E pure richiesto.
L’atto firmato dal dirigente della presidenza del consiglio regionale (proprio quella del Padrino-Peppe Bova), Antonio Musolino, potete trovarlo (pure quello, come il sondaggio) on line.
È un decreto del 13 agosto 2007, quello che prevede l’impegno di spesa
in favore del movimento.
Spieghiamo a scanso di equivoci (ed esercizi di dietrologia), che lo pubblichiamo oggi solo perché è stato messo in rete lo scorso 8 ottobre.
Il meccanismo con cui si è svolta la pratica è quello usuale in queste circostanze.
L’associazione invia una nota al Consiglio, chiedendo il patrocinio e un contributo per l’organizzazione dell’evento. E il finanziamento, quando la
manifestazione lo merita, viene accordato.
Va tutto liscio anche per i ragazzi di Locri, che sono sovvenzionati con 15mila euro (è questa l’entità dell’impegno di spesa) per il primo meeting nazionale dei giovani antimafia, “Legalitàlia”, in programma a Campo Calabro ( veramente è Reggio Calabria) dal 9 all’11 agosto in memoria del giudice Antonio Scopelliti.
Sempre a scanso d’equivoci, chiariamo anche questo: si è trattato di una tre
giorni di alto livello, con interventi autorevoli.
Così recita il Bollettino ufficiale: «Un’importante occasione, per i ragazzi che da tutta Italia intenderanno prendervi parte, di trascorrere un meeting- campus nel quale saranno abbinati momenti di svago a momenti di formazione, riflessione e
incontro».
Tutto sacrosanto: di momenti come questo in Calabria non ne basta uno all’anno. E 15mila euro sono pure troppo pochi. Il problema, però, sta a monte: si possono chiedere contributi a un ente che si vorrebbe sciogliere? E poi a un dipartimento il cui referente politico è stato associato al Padrino?
Quella tra Pecora e Bova è una disfida antica, che è finita pure in tribunale. Aldo
si ritrovò a denunciare irregolarità nei finanziamenti antimafia e tentativi di infiltrazione nel movimento da parte dei Ds, e in particolare dei presidente del consiglio regionale.
Si spinse a manifestare dubbi sulla destinazione di 600mila euro ai ragazzi (prima
amici, poi concorrenti, in questa strana concezione dell’antimafia alla calabrese) di
Forever, chiosò con una frase non proprio distensiva («Il partito degli indagati per associazione a delinquere, il presidente del consiglio regionale più inquisito d'Italia, gli strani personaggi negli uffici del consiglio regionale,a malapolitica che inventa (e finanzia) i pupazzidi Locri»), promise di dare alle stampe un dossier esplosivo.
Bova reagì minacciando querela, seguìto da parte dei colleghi di maggioranza dell’assemblea di Reggio. Un fiume di parole poco edificanti in uno schieramento che avrebbe bisogno di ben altra solidità per lottare contro lo strapotere mafioso.
Dopo tanto veleno, chi poteva aspettarsi che Ammazzateci tutti chiedesse un
finanziamento proprio a Bova?
Il Consiglio andrà pure sciolto, finché c’è però...










10 commenti:
Ciao Fortunato...Ho letto qs tuo post e per correttezza d'informazione ho letto anche la risposta data da Aldo Pecora. Non vedo incongruenza tra la denuncia di determinati fatti ed il chiedere ed ottenere dei finanziamenti previsti dalla legge per iniziative di questo e di altro tipo. L'importante è restare nella legalità. Non dimentichiamoci che i fondi stanziati dalla regione Calabria, non sono di proprietà dei partiti e dei loro singoli dipendenti. Sono nostri soldi...
A presto
Se io dipingo una persona e una istituzione come il male assoluto, non mi rivolgo da loro a battere cassa.
Etica, dignità, valore suggerirebbero tutto cià.
Ma in queste squallide vicende esse sono solo parole vuote in personaggi in cerca di facile notorietà.
Il malcostume calabrese di denunciare ciò che si ritiene il male assoluto a discapito della credibilità e della dignità della nostra terra si è diffuso in modo troppo veloce tra i ragazzi, alcuni di loro hanno veramente a cuore la loro terra e ogni mattina si alzano e magari lavorano, leggono e discutono, altri vanno "fuori" e non perdono occasione di parlare male della loro terra e di dimostrare al resto dell'italia e del mondo che non siamo in grado di badare a noi stessi. La ricetta a tutto questo è sempre la stessa ma nessuno vuole capirla e sono 10 anni che il giudice Gratteri la ripete, date credibilità allo stato, solo allora personaggi loschi come quelli che si aggirano in regione denunciati da Pecora, e Pecora stesso potranno finalmente non esistere più.
Centrato in pieno l'argomento: quello dei professionisti dell'antimafia non è un movimento di civiltà, è solo un grosso affare economico fatto a spese di chi lavora per migliorare l'immagine della propria regione.
Ne fosse mai caduto uno di questi professoroni dell'Antimafia!
Su Il Consiglio (www.ilconsiglio.blogspot.com) troverete molti altri dettagli... tra i quali qualcosa che riguarda proprio la Calabria (vedi i post Mafiopoli e Mafiopoli Redux).
Buon lavoro!
io dico solamente che se hano perso il finanziamento, per un azione meritoria, la regione e loro si saranno assunti la responsabilità mediatica e morale di ciò che hanno portato avanti , e di come hanno effettuato una rendicontazione che, se non ha avuto bisogno di tutta quella somma di denaro, visti gli sponsor, sicuramente sarà tornata in regione. la cosa che mi duole contestare, non al movimento ma alla regione, è il modo univoco e unidirezionale di destinare, grandi somme di denaro ad associazioni, o comunque eventi di breve durata, e che hanno un fine ed un'utilità prettamente mediatica, RISPETTO ad altre associazioni, che da anni operano in un territorio, più o meno martoriato come la locride, la calabria, o tutto il sud, e che fanno questo come LAVORO, ogni giorno, toccando con mano la mafia, la criminalità organizzata e i problemi sociali dei giovani e delle loro famiglie, ma che purtroppo questi giovani volenterosi, vengono considerati, da ministeri e da assessorati regionali come PROBLEMA e non come RISORSA. lavoriamo troppo sul futuro e sulla teoria, mentre la concretezza e il presente ci stanno letteralmente opprimendo. si può fare volontariato senza soldi, ma non si possono avere risultati se non si investe niente in questa terra, e putroppo, anche a livello di welfare regionale e di altri organismi, vi è una mafiologia diffusa di accreditamento parentale o comunque su segnalazione che non permette un ricambio e quindi un progredire di idee e di nuovi metodologie di sviluppo socio-culturale. qua poi si arriva a scegliere..o ce ne andiamo o restiamo, ma sottolineamo che il problema non è solo del sud, perchè mentre i nostri giovani vanno al nord, quelli del nord, vanno in europa. (si vanno in europa..non all'estero)
Meglio che si sia svelato prima, l'unico modo per essere d'esempio e risultare credibile è rimanere "puro".
Pecora alla prima occasione ha ceduto..............
Questa elemosina è stata la tomba alla sua credibilità futura......
Fortunato Vadalà, che pena che fai... Non perdi occasione di parlare male di Aldo Pecora, ma intanto questo ragazzo è diventato il più importante e credibile punto di riferimento per migliaia di ragazzi in tutta Italia, facendo finalmente passare l'idea che la nostra terra non è fatta solo da mafiosi.
Lui cresce in stima e fiducia, il suo movimento cresce in numeri e qualità.
Tu invece affondi nella tua stessa merda.
Se questo avviene ci sarà un motivo, o è solo colpa del destino cinico e baro? Te lo sei mai chiesto, in un raro momento di lucidità, quando i fumi dell'invidia e dell'odio si diradano di tanto in tanto?
Non voglio infierire, perchè ti conosco bene e so quanto tu sia facile alla depressione, e non vorrei che prendere atto della montagna di dignità, di intelligenza, di capacità tra questo ragazzo e te è incolmabile, come il Gran Canyon.
Basta guardare l'accozzaglia dei cani latranti insieme a te: Calabria ora del signor Pollichieni (basta guardare su internet per sapere chi sia), ed altri serpentelli a sonagli, la feccia della feccia calabrese.
E' inutile continuare.
Con te è tempo perso.
Un calabrese per bene.
Il solo fatto che io mi firmo con nome e cognome nell'esprimere le mie opinioni esprime una scala di valori infinitamente superiore a chi, in forma anonima, vomita insulti beceri.
Sui contenuti non mi esprimo. Non ci si esprime sul contenuto uscito fuori da una cloaca.
Salve, mi chiamo Giorgio Rossetti. Cercando su Google informazioni su Calabria Ora e sul suo direttore Pollichieni, dopo lòa figuraccia che hanno fatto sul caso De Magistris, mi è apparso il link a questo blog e sono rimasto letteralmente a bocca aperta.
Vorrei solo dire al sig. Vadalà, l'illustre sconosciuto titolare del blog, che o non conosce i fatti e le persone calabresi, o è evidentemente in mala fede.
Ho conosciuto Aldo Pecora, il giovanissimo fondatore del movimento "Ammazzateci tutti" circa due anni addietro in una manifestazione. Poteva essere mio figlio, per l'età, ma la differenza tra lui e mio figlio era che Aldo, invece di ciondolare tutto il giorno sul corso della sua città a caccia di ragazze e di divertimenti si era preso la briga di rimboccarsi le maniche ed affrontare faccia a faccia la mafia e la malapolitica calabrese.
Questo ragazzo mi fece subito tenerezza, ed ho continuato a seguirlo affettuosamente: giorno per giorno vedevo crescere intorno a lui il suo movimento, penso proprio perchè Aldo è credibile nella sua battaglia, in quanto non cerca facili guadagni, non cerca "sistemazioni", rifiuta le candidature politiche, anche le più prestigiose, cosa che invece mi risulta abbiano a fatto altri sedicenti "ragazzi di Locri", di cui lei, però non parla mai, stranamente..
Ma intanto i FATTI dimostravano che la mia stima per Aldo era stata ben riposta: non c'è organo d'informazione italiano e nazionale che abbia parlato della lotta alla mafia in Calabria che non l'abbia voluto come testimone.
Aldo è citato in decine di libri pubblicati di recente in tutta Italia: basti citare "Pretacci" di Candido Cannavò, il mitico direttore della Gazzetta dello Sport, "Il cielo è sempre più blu" di Michele Cucuzza, "Lo sterco delle gru... e adesso ammazzateci tutti" del giornalista Giorgio Gatto Costantino, "La società sparente" di Emiliano Morrone (con prefazione di Gianni Vattimo), "Morte di un giudice solo" di Antonio Prestifilippo, e tanti tanti altri che adesso non ricordo. Mi domando e LE domando: possibile che Aldo sia riuscito ad ipnotiozzarli tutti, essendo il mascalzone che lei sostiene egli sia?
Ancora.
Il Quotidiano della Calabria ha lanciato, nella scorsa estate, un sondaggio tra i suoi lettori per individuare chi potesse essere il "Veltroni calabrese". Ebbene, il primo ed unico giovane esponente della sociatà civile, senza partiti o apparati di potere alle spalle, è risultato Aldo Pecora, con centinaia e centinaia di consensi sul suo nome, addirittura anche se Aldo non aveva mai posto la sua candidatura.
Mi domando e LE domando: possibile che Aldo abbia ubriacato centinaia di calabresi che liberamente hanno espresso la loro fiducia in lui, addirittura contro la sua stessa volontà?
E che dire del fatto che senza aiuto di partiti o di sindacati il movimento "Ammazzateci tutti" è ormai una realtà a livello nazionale, con sedi in Lombardia, Veneto, Abruzzo, Marche, Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia?
A questo punto una domanda irrompe nella mia mente: ma chi è lei, e che titolo ha per ergersi a giudice di questo ragazzo? Cosa "imputa" Ad Aldo che lei saprebbe fare meglio o che ha fatto meglio di lui?
Infine: il fatto che lei abbia ripreso ed enfatizzato, senza neanche comprenderlo, secondo me, l'articolo di "Calabria Ora" che muoveva addebiti falsi e pretestuosi ad Aldo ed al suo movimento in merito ad un presunto finanziamento del consiglio regionale che a suo dire (riportando copia-e-incolla le tesi del giornalista a pagamento Pablo Petrasso) avrebbe indebitamente gonfiato le tasche di Aldo Pecora, è quanto di più FALSO, IPOCRITA E MAFIOSO si potesse dire. Si, ribafisco, MAFIOSO, perchè è tipico della mafia tentare di buttare fango e discredito sui suoi avversari più pericolosi. Vedi Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato.
Secondo la mia opinione personale, sig. Fortunato Vadalà, lei è davanti ad un "dilemma cornuto", come dicono i filosofi: o lei è in buona fede ed è un povero cristo roso da enormi problemi personali di natura psicologica (o peggio), visto che di lei non si ha notizia in rete se non per i suoi soliloqui, o lei è in malafede e quindi, secondo me, è un MAFIOSO nascosto sotto le vesti di un povero cristo. Scelga lei.
Glielo dico con cognizione di causa, visto che di professione sono un operatore del diritto.
La inviterei quindi ad abbassare i toni nei confronti di questo ragazzo, anche se lui la ignora (e fa bene): le assicuro che non ci fa una bella figura.
Si riascolti la bellissima canzone di Lucio Battisti, quando cantava "Come può uno scoglio arginare il mare..." e si metta l'anima in pace. Lei non mi sembra neanche uno scoglio. Mi sembra più una cozza, per la verità. E credo che lei sappia che mestiere fanno le cozze. Distinti saluti. Giorgio Rossetti
La ringrazio per il suo commento, il cui contenuto non è tale da meritare alcuna risposta.
A presto
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