29 novembre, 2009

non e' mafioso


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piovre

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28 novembre, 2009

partecipa alla nuova lotteria

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la stessa cosa

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migranti ...

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27 novembre, 2009

La Calabria e' l'Inferno!


La Calabria e' perduta. Ormai e' due anni che ho questa convinzione.Niente potra' risollevare la situazione.Non si puo' negare pero' che il popolo calabrese non muove un dito per pretendere cio' che, in altri posti, e' normalita' di tutti i giorni.
Di recente sono stato ricoverato in un ospedale della mia attuale regione di residenza, l'ho paragonato ad un ospedale calabrese nel quale e' stata ricoverata mia madre questa estate. In quel tugurio, che chiamare ospedale e' un'offesa per le intelligenze, i letti erano nuovi, forse, ai tempi dello sbarco di Garibaldi in quel luogo (1860), non c'erano i comodini, gli armadietti erano scassati.
Racconto solo un'episodio che dipinge la situazione piu' di mille parole.
Per un'operazione di femore una persona aveva necessita' di un chiodo di una certa misura. Ebbene, un "medico",un momento prima dell'operazione. si presenta con un metro da sarto per misurare le gambe della signora, dicendo ai parenti che non e' sicuro che ci sia il chiodo della misura giusta, se ne esce poi con la sua proposta frutto dei suoi anni e anni di studio "sapete cosa facciamo, mettiamo la signora sulla barella e la portiamo in sala operatoria e vediamo se c'e' il chiodo giusto, se c'e' operiamo ,altrimenti la riportiamo a letto". Faccio notare che la signora in questione aveva seguito tutta la preparazione per sottoporsi all'operazione. Questo e' successo in quest'ospedale nell'estate del 2009.
Leggo poi un certo articolo sull'ospedale di Locri
e mi confermo nel mio convincimento la Calabria e' l'INFERNO!

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26 novembre, 2009

Progetti di una forchetta a riposo: Spaghetti alla tarantina

Per evitare guai devo , su prescrizione medica,seguire un regime dietetico il quale prevede una eliminazione totale di zuccheri e grassi. La cosa e' avvenuta repentinamente per cui sono dovuto passare da una alimentazione ricca a un regime di "vacche magre". Per consolarmi vago sul web alla ricerca di ricette stuzzicanti, ripromettendole di metterle in pratica....un giorno


SPAGHETTI ALLA TARANTINA
Ingredienti per 6 persone:

- 800 gr. di spaghetti

- 1,5 kg di cozze pulite

- 1/2 bicchiere di olio d'oliva

- 3 spicchi d’aglio

- prezzemolo tritato


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Preparazione:

In un tegame coperto su fuoco vivo, fate aprire lei cozze ben pulite.
Toglietele dal tegame, filtrate l’acqua dei molluschi e conservatela.
In un altro tegame, fate imbiondire l'olio d’oliva, gli spicchi d’aglio, unite le cozze, che avrete separato dal loro guscio, salate, pepate e allungate con 2 o 3 cucchiai del liquido messo da parte. Alzate il fuoco e fate bollire vivacemente per 2 minuti. Togliete dal fornello il tegame, aggiungete prezzemolo tritato e, con questa salsa, condite 800gr. di spaghetti, cotti molto al dente.



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25 novembre, 2009

il sincero berlusconi

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vigili ... comunisti

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24 novembre, 2009

il governo del fare

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ancora e ancora comunisti

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Freddy Mercury


Oggi ricorre l'anniversario della morte di Freddy Mercury.
Un grande della musica, morto prematuramente.Peccato perche' il mondo ha perso uno degli artisti piu' grandi, il quale avrebbe per molto tempo ancora regalato intense emozioni.

Ecco la sua biografia ( fonte www.queenmania.net)
Il re dei Queen nacque il 5 settembre 1946, col nome di Farookh Bulsara, nell'isola di Zanzibar, paradiso tropicale al largo della costa orientale dell'Africa. Un inizio perfettamente adatto all'uomo che sarebbe diventato uno dei cantanti più stravaganti e la cui vita sarebbe stata abbondantemente speziata di sesso ed eccessi. I suoi genitori erano iraniani.
Il padre era un pubblico funzionario presso la magistratura dell'isola. Freddie assaporò per la prima volta il gusto della celebrità quando aveva solo un anno. Un fotografo locale aveva scattato una foto del bimbo, che vinse il primo premio in un locale concorso di bellezza per bambini.
A cinque anni iniziò a frequentare la "Zanzibar Missionary School" e siccome il lavoro del padre comportava continui viaggi in India, la famiglia di Farookh si dovette trasferire a Pachgani vicino a Bombay.Quando Farookh compì otto anni fu mandato a scuola a Bombay, dove frequentò il collegio inglese di St. Peter, poco dopo fuori città. Furono i suoi compagni di scuola a ribattezzarlo Freddie, nome che venne poi adottato anche dalla sua famiglia. A scuola Freddie praticava diverse discipline sportive (boxe, hockey e ping pong), ma non era solo uno sportivo, a dodici anni vinse il premio di studente più versatile.Oltre ad essere un ottimo sportivo era anche un ottimo studente dotato di eccezionale talento artistico per le arti figurative. Fra i suoi talenti, infatti, c'erano l'arte e, naturalmente, la musica.Il suo passatempo preferito era quello di ritrarre amici e parenti ma anche la sua passione per la musica non tardò nel farsi sentire. Tutto questo venne notato dai suoi insegnanti che proposero ai suoi genitori di iscriverlo ad un corso di pianoforte.Dopo poco tempo fondò il suo primo gruppo musicale (coro), gli "Hectics",i quali suonavano in occasione dei balli e delle feste scolastiche e con i quali potè sfoggiare il suo innato gusto estetico e teatrale.
Cominciò anche a sviluppare quello stile teatrale che avrebbe fatto di lui un grande artista, partecipando alle produzioni teatrali della scuola. Per Freddie i giorni della scuola a Bombay furono tra i più felici della sua vita. Uscito da St. Peters tornò nella sua casa di Zazibar, ma a 18 anni fu ancora una volta strappato alle sue radici. Nel 1964, la maggioranza africana di Zanzibar diede il via ad una rivolta contro la minoranza araba.
I Bulsara fuggirono alla violenza e dai disordini e approdarono in Inghilterra, dove si stabilirono nel sobborgo londinese di Feltham, nel Middlesex, in una casetta bifamiliare che si trovava sulla traiettoria di volo dell'aeroporto di Heathrow, e a pochi passi dall' abitazione di Brian May.I suoi genitori sarebbero poi rimasti in quella casa anche quando Freddie era già diventato una superstar. Per Freddie la grigia e tetra Feltham rappresentò un brusco distacco dai paesaggi esotici della sua gioventù.Il 1964 era un periodo eccitante in Gran Bretagna. Gli "scatenati" anni '60 stavano per esplodere. Freddie, dopo aver conseguito il diploma in arte, venne ammesso nel 1966 al "Ealing College of Art",una specie di fucina di talenti musicali , dove iniziò un corso di illustrazione grafica.
La sua passione per la musica non fu per questo dimenticata. In quel periodo incontrò Tim Staffel, un bassista che frequentava il suo stesso college e Freddie spesso cantava accompagnato dalla chitarra
di Tim nei bagni della scuola.
I suoi compagni di corso ricordano un ragazzo coi denti sporgenti che afferrava la riga o la squadra e faceva finta che fosse una chitarra, cantando le canzoni di Jim Hendrix, i suoi compagni, però, non potevano ancora vedere la futura superstar in quel giovane ossuto. Ma tutto sarebbe cambiato di li a poco. Nel 1968 uno studente di fisica dell' Imperial College dell'Università di Londra, Brian May, formò un gruppo con un ex studente di odontoiatria di nome Roger Taylor e con uno studente d'arte Tim Staffel. Il nome del gruppo
era Smile.
Staffel, che già faceva parte degli Smile lo presentò a Roger e a Brian, e fu proprio la bravura di quest’ultimo a fare colpo su Freddie e a fargli crescere il desiderio di far parte di quel gruppo.
Fu così che nel 1969, una volta aver completato i suoi studi che gli valsero l’equivalente ad una laurea in disegno ed arte grafica, Freddie cominciò a suonare la chitarra da autodidatta ma, soprattutto, a comporre canzoni. Intanto venne presentato ad un gruppo di Liverpool, gli "Ibex", ed incominciò a sostituire, di
tanto in tanto, il cantante.
Fu proprio mentre si esibiva con gli Ibex che Freddie cominciò a lavorare alle sue apparizioni sul palcoscenico. Dopo l'esperienza con gli Ibex, Freddie cantò per un pò con un gruppo chiamato Sour Milk Sea, e quando questo si sciolse fondò un suo gruppo, i Wreckage. Anche questo però non ebbe vita lunga. Freddie passava molto tempo col batterista degli Ibex, Roger Taylor, col quale aveva aperto una bancarella nel mercatino di Kensington.Avevano cominciato vendendo quadri regalati da amici, ma poco dopo decisero
che avrebbero guadagnato di più vendendo abiti.
Sia i componenti degli Ibex che gli Smile si conoscevano, anzi Tim Staffel abitò per un certo periodo
insieme e Freddie.
Era il 1969, il tempo delle grandi amicizie e dei primi concerti e i due gruppi si incoraggiavano l’un l’altro.
Ma, nonostante i primi successi ottenuti prevalentemente dalle performances di Freddie sul palcoscenico,
gli Ibex non decollavano e, ad uno ad uno, i componenti presero un’altra strada.
Rimasto solo Freddie continuò a frequentare più assiduamente gli Smile e, dopo una breve pausa con un altro gruppo, i Wreckage, cominciò a "corteggiarli", infatti, il suo desiderio era di entrarne a far parte.
L’occasione buona si presentò all’inizio del 1970, quando Tim Staffel decise di lasciare il gruppo. Brian e Roger manifestarono all’inizio qualche perplessità all’ingresso di Freddie nella band: la sua esagerata teatralità, il suo sfrenato edonismo e soprattutto il suo modo di apparire e muoversi in pubblico lasciavano loro qualche dubbio. Ma davanti a quell’estensione vocale, a quell’entusiasmo, a quell’infinità di idee grandiose che Freddie possedeva, non seppero tirarsi indietro.
I tre avevano, adesso, bisogno di un nuovo nome e, dopo molte proposte, fu accettata quella di Freddie. Nell’aprire del 1970 nascevano i Queen.
Il 27 giugno 1970 può considerarsi la data del primo concerto dei Queen. Si presentarono su un palco della città di Truro, in Cornovaglia, già con una loro marcata personalità. Ai tempi in cui tutti i gruppi indossavano jeans e magliette i Queen si distinguevano per il loro look appariscente, ricco di pellicce, gioielli e
vistosi abiti di seta.
Mike Grose, che in quel periodo li aveva accompagnati come bassista decise di prendere un’altra strada.
Una sera in una discoteca qualcuno presentò loro un bassista: era John Deacon.
Nel 1971, con l'arrivo di John Deacon al basso, lo schieramento fu completo.Il nome "Queen" (Regina) fu un'idea di Freddie. Brian pensava fosse troppo stravagante, ma Freddie insisteva "E' solo un nome", disse, "ma è molto regale, ovviamente, e suona benissimo. E' un nome forte, estremamente universale ed immediato". Decise che anche lui aveva bisogno di un nuovo nome, e Freddie Bulsara diventò Freddie Mercury. Mercurio era il mitico messaggero degli dei romani, e Freddie probabilmente credeva che le sue canzoni avessero un'ispirazione divina. Molti fans dei Queen sarebbero stati d'accordo con lui. Fu sempre Freddie ad inventare il logo del gruppo, basando il disegno sui segni zodiacali dei quattro membri della band. Brian May era del Cancro, John Deacon e Roger Taylor entrambi del Leone e Freddie era della Vergine. Così il logo definitivo rappresentava due leoni che sorreggevano una "Q"intorno ad una corona. In alto c'era un granchio e in basso due fate (per la vergine) che giocavano. Sullo sfondo si alzava una fenice forse a simboleggiare il successo dei Queen che risorgeva dalle ceneri degli Ibex, Smile, Sour Milk Sea e Wreckage.
Naturalmente buona parte del merito di aver fatto dei Queen il gruppo che era, va a Freddie Mercury. Fu lui a scrivere molti dei più folgoranti successi della band, e sua è "Bohemian Rhapsody", un successo senza precedenti, come pure il classico da stadio "We are the champions". Ma in misura ancor più importante del suo contributo alla musica del gruppo, Freddie era il fulcro degli spettacoli "LIVE" della band. Freddie adorava trovarsi sul palco di fronte a migliaia di fans. Si pavoneggiava per tutto il palco, roteando selvaggiamente il suo microfono ad asta senza base o fingendo di suonarlo come un pazzo, come
se fosse una chitarra.
Una volta David Bowie disse"Era una star che riusciva a tenere il pubblico nel palmo della mano". Freddie era famoso nel mondo del rock per la sua teatralità e per le sue pose, e i Queen furono una delle attrattive maggiori di uno dei più grandi concerti mai organizzati: lo spettacolo di beneficenza voluto e organizzato da Bob Geldof nel 1985 per raccogliere fondi contro la fame nel mondo. Dopo lo show Geldof defini i Queen il più grande gruppo musicale del pianeta.Fuori dalla scena, la vita di Freddie era altrettanto sopra le righe. Una volta disse ad un giornalista: "L'eccesso fa parte della mia natura. Per me la monotonia è una malattia". Freddie era anche uno "shoppingomane" dichiarato, le tournèes del gruppo in Giappone erano per lui l'occasione per dare sfogo alla sua mania.







Acquistava sete meravigliose e interi fasci di kimono, mise insieme anche una favolosa collezione d'arte giapponese, comprava anche enormi e costosissime carpe "koi" da mettere nel laghetto della sua casa di Kensinghton, aveva accumulato anche una tra le più importanti collezioni private della Gran Bretagna. Freddie amava l'arte, comprava tele di pittori impressionisti, xilografie giapponesi e opere di maestri vittoriani. Uno dei suo artisti preferiti era il pittore russo Marc Chagall. La casa di Kensinghton era un altro dei suoi grandi e costosissimi lussi, l'aveva pagata cinquecentomila sterline in contanti.






Benchè Freddie sia ricordato come lo stravagante ed eccessivo simbolo dei Queen, c'era anche un altro lato della sua personalità. Nell'intimo, l'istrione era in realtà un uomo solo ed angosciato, e non sorprende che uno dei suoi maggiori successi personali fosse una versione di "The great pretender" (Il grande simulatore). Molti suoi amici dicevano che il suo stile di vita selvaggio e gay era solo un aspetto superficiale della sua vita . La sua relazione sentimentale più lunga non fu con un uomo ma con una donna : Mary Austin. Anche se Freddie non annunciò mai in pubblico di essere gay, visse una vita di promiscua sessualità, oscillando però sempre tra rapporti di una sola notte e relazioni prolungate e domestiche. Diceva spesso che la sua promiscuità era un modo per sfuggire alla solitudine, gli amici più intimi pensano che avrebbe desiderato una famiglia, altri sostengono che non ha mai del tutto superato lo shock di aver lasciato Bombay per Feltham.Nel 1986, Freddie aveva ormai abbandonato la sua vita di eccessi. Non voleva ammettere pubblicamente di avere l'AIDS, ma la gente cominciava a sospettare che qualcosa non andasse, le sue apparizioni in pubblico si fecero sempre più rare, e Freddie visse sempre più recluso nella sua casa di Kensinghton. Freddie nascose il terribile segreto della sua malattia anche agli altri membri dei Queen. E solo 24 ore prima della fine ammise al mondo di avere l'AIDS. Rilasciò un breve comunicato "Desidero confermare che sono risultato HIV-positivo e ho l'AIDS . Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento allo scopo di proteggere la privacy di quanti mi stanno intorno.Tuttavia, è arrivato il momento che i miei amici e i miei fans di tutto il mondo conoscano la verità. Spero che tutti si uniranno a me, ai miei dottori e a quelli del mondo intero, nella lotta contro questa tremenda malattia". La fine arrivò improvvisa. Alle 7 della gelida sera di domenica 24 novembre 1991, il regno di Freddie Mercury, re dei Queen, ebbe termine. Aveva solo 45 anni, tragica prova del fatto che la candela che diffonde più luce brucia meno a lungo. Il suo funerale ebbe luogo in forma privata tranne per il fatto che ci vollero quattro carri funebri solo per trasportare i fiori. La cerimonia fu celebrata secondo il rito zoroastriano.L'ultimo singolo lanciato dai Queen prima della morte di Freddie, però, era "The show must go on" (Lo spettacolo deve andare avanti). E anche se andrà avanti, come è giusto che sia, senza il più grande showman del mondo sarà molto più monotono e meno pittoresco.

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23 novembre, 2009

evoluzioni

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difensore dei valori cristiani

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22 novembre, 2009

Guerra Fredda? E' stata vinta dalla Cina.


Cosa ha rappresentato la Guerra fredda per l'Europa e l'Italia?Ed essa era inevitabile evoluzione della situazione determinatasi dopo la fine del secondo conflitto MOndiale?
Ne parla Lucio CAracciolo in una intervista di Andrea Romano
comparsa sul "Il Sole 24 Ore" del 18/11/2009

Un conflitto inevitabile
«Se nella storia niente è davvero inevitabile – risponde Caracciolo –
è pur vero che l'avvio della guerra fredda è stato uno degli
avvenimenti storici a più alto tasso di probabilità. Le alternative
erano tutte meno verosimili, perché nessuno dei futuri contendenti
globali aveva una strategia realistica per il dopoguerra. Né fu mai
una vera opzione la prosecuzione dell'alleanza antifascista dopo la
vittoria su Hitler, perché Stalin era mosso da una rappresentazione
puramente territoriale della sicurezza sovietica. «Più allarghiamo la
nostra zona di influenza diretta e più tranquilli saremo», era questo
l'orizzonte strategico della leadership staliniana. In fin dei conti
il crollo dell'Urss è stato causato da questa stessa idea, e dunque
dall'incapacità di conservare un impero troppo esteso per un periodo
troppo lungo. In un'ipotesi di storia controfattuale, possiamo
immaginare che se i sovietici non avessero dovuto occuparsi anche dei
polacchi probabilmente non sarebbe mai nata Solidarnosc. E oggi,
forse, saremmo ancora alle prese con l'Urss».

Sulla strada di una storia controfattuale potremmo anche domandarci se
la creazione di un sistema di sicurezza occidentale imperniato sulla
Nato fosse l'unica scelta a nostra disposizione. «La creazione del
sistema euroatlantico è stata una precisa scelta politica e culturale,
opposta a un'altra ipotesi che circolò nel dibattito diplomatico nei
primi anni della guerra fredda: la finlandizzazione dell'Europa,
ovvero la demilitarizzazione e la neutralizzazione della Germania e di
altri stati dell'Europa centrale».

La "finlandizzazione" europea
In effetti la "finlandizzazione europea" fu l'opzione perseguita da
una parte della leadership sovietica (e in particolare da Lavrentij
Berija) dopo la morte di Stalin nel 1953, anche in conseguenza delle
altissime tensioni sociali che l'imposizione del modello economico
sovietico stava provocando nella stessa Germania oltre che in Polonia
e Ungheria. Un'opzione rifiutata dai successori di Stalin, mentre la
ricostruzione economica dell'Europa occidentale produceva risultati
impressionanti. «Perché fin dai primi anni del secondo dopoguerra la
leadership statunitense aveva investito sulla rinascita economica
europea come garanzia contro la diffusione del comunismo», spiega
Caracciolo. Forse il presidente Truman sopravvalutò l'autentica
pericolosità del "bacillo comunista", immaginando che un'Europa
debilitata dalla miseria si sarebbe facilmente arresa al contagio
marxista, ma sta di fatto che senza comprendere quel timore non si
capisce l'investimento americano sul Piano Marshall né la stessa
creazione della Nato: che non fu solo un'alleanza di sicurezza
militare ma anche il perno di una strategia di consolidamento sociale
e culturale dell'Europa occidentale».

L'avanzata terzomondista dell'Urss
Intorno alla metà degli anni Settanta la "guerra fredda globale", come
l'ha definita Arne Westad guardando al suo andamento nel Terzo Mondo,
sembrò volgere a favore del blocco sovietico. La debolezza
statunitense dopo la sconfitta in Vietnam, il crollo della presidenza
Nixon e l'incertezza della presidenza Carter, insieme alla curvatura
marxista degli ultimi movimenti anticoloniali, fecero pensare a una
crescita inarrestabile del prestigio e della potenza dell'Urss e dei
suoi alleati. «In realtà né l'Unione Sovietica né l'intero blocco del
Patto di Varsavia ebbero mai a disposizione risorse sufficienti per
un'autentica politica di espansione su scala globale. In quegli anni
l'avanzata terzomondista dell'Urss fu largamente sopravvalutata, così
come lo fu la sconfitta americana in Vietnam. Anche perché i
cosiddetti amici dell'Urss (in primo luogo la Cuba di Castro)
utilizzavano il sostegno di Mosca per perseguire una piccola agenda di
espansione su scala regionale, anch'essa destinata a fallire per
mancanza di risorse economiche e culturali».

La svolta europea e Ronald Reagan
Il punto di svolta arriva con la fine degli anni Settanta, quando
l'Europa occidentale reagisce al dispiegamento sovietico dei nuovi
missili di teatro SS20 puntati contro le capitali europee e pretende
da Washington un'adeguata protezione. In particolare, è il governo
tedesco guidato dal socialdemocratico Helmut Schmidt a chiedere
maggiore impegno da una Casa Bianca sempre più debole.

«Il ruolo di alcuni governi europei in quella svolta fu fondamentale –
conferma Caracciolo –, perché era chiaro che le prime vittime
dell'olocausto nucleare sarebbero stati gli abitanti di Roma e Bonn e
non certo i cittadini di New York. Di lì a poco quella svolta fu
sancita dalla vittoria di Ronald Reagan e dal ribaltamento degli
orientamenti strategici di Washington. Reagan fu il primo presidente
statunitense a scommettere sulla vittoria invece che sul pareggio
nella guerra fredda. Fino ad allora il conflitto con l'Urss era stato
vissuto da Washington come un sistema permanente. Ma Reagan fu un
personaggio straordinario anche perché meno condizionato dal passato,
in virtù della sua formazione personale, e dunque molto più libero di
immaginare il futuro. Compresa la vittoria sull'Unione Sovietica. Da
qui la sua scelta di alzare la posta del confronto strategico per
smascherare l'inferiorità strutturale dell'Urss, lanciando una nuova
corsa al riarmo e l'iniziativa delle cosiddette "guerre stellari".
Reagan fu l'incarnazione più perfetta del wilsonismo, come convinzione
nella capacità americana di convertire i nemici, e pensò in tutta
sincerità di poter conquistare Gorbaciov alla superiorità del sistema
occidentale».

Il bizzarro mito italiano di Gorbaciov
Con Michail Gorbaciov sfioriamo una mitologia particolarmente radicata
in Italia, quella che immagina un leader costruttore di pace e alfiere
del disarmo globale. In realtà l'obiettivo fondamentale dell'ultimo
capo dell'Urss fu soprattutto la riforma del comunismo sovietico. Un
obiettivo fallito, mentre il suo merito principale e largamente
involontario è stato l'aver subìto la dissoluzione dell'impero
sovietico senza ricorrere alla violenza. «Il mito italiano del
gorbaciovismo è effettivamente bizzarro – dice Caracciolo –, anche
perché il paradosso di Gorbaciov è stato quello di un uomo che credeva
sinceramente nella superiorità morale del comunismo (oltre che nella
sua riformabilità) ma che ha finito per distruggere in un paio d'anni
un impero pluri-decennale togliendo qualsiasi residua credibilità
all'ideale comunista».

Vincitori e vinti
Crede anche lei che l'autentico vincitore della guerra fredda sia la
Cina comunista? In fondo ha conservato le fondamenta del suo regime
politico, compete economicamente con il mondo e tiene in pugno il
debito statunitense.
«Sì, la Cina ha vinto la guerra fredda anche se non sono convinto che
il suo regime politico sia destinato all'immobilismo. I cambiamenti
introdotti negli ultimi anni da Hu Jintao possono far immaginare che
di qui a vent'anni vi sia una qualche forma di democrazia cinese,
sostenuta dalle enormi forze economiche e sociali che sono state messe
in movimento. Ma soprattutto la Cina è indispensabile agli Stati Uniti
anche nella lotta al terrorismo, come finanziatore delle spese
militari e garante del debito americano».

Se la Cina ha vinto la guerra fredda, l'Europa difficilmente può dire
di averla vinta. «Perché il paradosso della caduta del muro è che la
fine della divisione della Germania non ha provocato una vera
unificazione né della Germania né dell'Europa. In realtà
l'allargamento dell'Unione europea ha spalancato le porte a mille
particolarismi, mentre la fase risorgimentale con cui i paesi
dell'Europa orientale stanno legittimamente vivendo la loro ritrovata
indipendenza si associa alla crescente esilità e frammentazione del
progetto comunitario». E l'Italia? «L'Italia ha scontato pesantemente
la fine della guerra fredda. Quando il mondo era diviso potevamo
considerarci un paese di importanza medio-grande, ma in un mondo
finalmente unificato siamo diventati una piccola nazione. C'è poco da
aggiungere: negli anni del conflitto bipolare la nostra rilevanza era
maggiore, oggi dobbiamo accontentarci dei resti».

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21 novembre, 2009

politici in festa

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trombato

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19 novembre, 2009

La pace e' nel DNA degli Uomini.


Lo ha affermato Umberto Veronesi in occasione della presentazione di una tre giorni di appuntamenti di natura scientifica a Milano.

Ecco l'articolo del "Corriere della Sera"


Parte dalla scienza — «linguaggio universale, capace come la musica, l’arte e l’amore di farsi capire in ogni luogo del pianeta» — per dimostrare che «l’uomo è pacifico, sta scritto nel suo Dna». E arriva alla fede, citando Sant’Agostino: «Il bene è la regola del mondo, il male è solo un’ombra». Nella Sala delle colonne di Palazzo Re­ale, il professor Umberto Veronesi presenta Science for Peace, una tre giorni che da giovedì a sabato trasfor­merà Milano nella capitale della pa­ce, con un convegno giuridico (a Pa­lazzo di Giustizia venerdì), una confe­renza mondiale alla quale hanno ade­rito decine di Nobel (venerdì al Picco­lo Teatro Studio), un convegno di po­litica internazionale (giovedì alla Sta­tale, con la «regia» di Alberto Marti­nelli), una rassegna di cinema al­l’Apollo e all’Anteo, una mostra foto­grafica «Ombre di guerra» alla Roton­da di via Besana e un concorso per le scuole dal 1˚ gennaio.
La scienza, che per sua natura «è pacifica», diventerà sostegno del mo­vimento per la pace nel mondo deci­samente un po’ dimenticato. «È l’ulti­ma possibilità», dice il grande medi­co. Accanto a lui, c’è Emma Bonino, vicepresidente del Senato. Che ricor­da come «il tema della cultura della pace debba essere affiancato a quello del disarmo». L’obiettivo finale di Science for Peace. «Senza pace è im­possibile qualunque altro diritto. Con l’Europa siamo riusciti a fare una moneta unica — dice Emma Bonino —, perché non fare un unico eserci­to, ovviamente di pace?». Contribuire a sostenere la cultura pratica della pa­ce è la sua nuova grande sfida. «La più difficile — ammette Veronesi —. Ma una sfida con buone chance».

L'aspetto da sottolineare, secondo me, e' l'accostamento tra scienza e fede, che fa il Professor Veronesi, il quale non puo' certo dirsi essere sacerdote, per la comprensione massima della natura Umana.
QUesta impostazione, che io condivido, sconfessa tutte quelle correnti di pensiero che vorrebbero i due aspetti scissi e indipendenti l'uno dall'altro.

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18 novembre, 2009

visite

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Liberalizzazione dell'acqua. Due

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Liberalizzazione dell'acqua. Uno

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acqua?

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Mario Congiusta su beni confiscati alle mafie "La possibile vendita e' un tradimento!"



L’emendamento della finanziaria votato a maggioranza dal Senato, che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, è molto più grave di un segnale d’allarme.
Come ha ricordato Don Luigi Ciotti, è tradito l’impegno assunto con il milione di cittadini che nel ’96 firmarono la proposta di legge sull’uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro “restituzione alla collettività”.
Sono traditi i tanti Famigliari delle vittime innocenti di mafia che dal dolore sono passati ad un impegno quotidiano per il contrasto alle mafie e per la diffusione della cultura della legalità. Sono traditi perché,la vendita di questi beni rappresenta un regalo ai mafiosi che hanno barbaramente assassinato i loro congiunti.
E’ un regalo in quanto si corre, di fatto, il rischio di restituirli alle organizzazioni criminali, capaci di mettere in campo ingegnosi sistemi di intermediari e prestanome e già pronte per riacquistarli.
Sono traditi infine e non possono non sentirsi tali, i giovani volontari che sotto con le loro cooperative strappano frutti alle aspre terre confiscate, da Corleone e S. Giuseppe Jato alla valle del Marro di Gioia Tauro, dall’altopiano pugliese a Casal di Principe e Castelvolturno, dal basso Lazio alla periferia di Catania, trasformando in beni sociali per tutti il frutto di un crimine di pochi intriso di morte, corruzione, paura. E con loro le associazioni di volontariato e del terzo settore, che attendono da anni solo di superare le paludi burocratiche per trasformare immobili sequestrati in centri sociali, di assistenza, di cultura. Questo sarebbe davvero il tradimento più imperdonabile.
Per “fare cassa”, non si possono intaccare quei pochi diritti essenziali finora conquistati per sostituire legalità e sviluppo al dominio del crimine.
Mario Congiusta
(Papà di Gianluca, vittima innocente, barbaramente assassinato il 24 maggio 2005)

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17 novembre, 2009

morale

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fao

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14 novembre, 2009

spariti

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la ministronza

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processi

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10 novembre, 2009

Un post a caso
























Ripeschiamo qualcosa dall'archivio. Rigorosamente in maniera causale.
Un post a caso

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09 novembre, 2009

Il Far West dell'intermediazione finanziaria in Italia


Un aspetto, che non ho mai visto affrontare dal dibattito politico, e' la liberta', io la chiamerei, anarchia che domina l'attivita di intermediazione finanziaria nel nostro Paese.
Io, laureato in Scienze Bancarie e Assicurative, non potevo nemmeno pensare di esercitare l'attivita' forense oppure quella di notaio, riservata, giustamente, agli specialisti di quel settore.Ma perche' lo stesso metro non e' mai valso per l'attivita' economica, in particolare all'attivita' di Promotore Finanziario per svolgere la quale e' richiesto solo l'aver conseguito un diploma di scuola secondaria superiore?
Nella mia pratica lavorativa ho visto ingegneri essere a capo di agenzie assicurative di dimensioni regionali, laureati in lingue esercitare l'attivita di intermediazione finanziaria per non parlare edgli avvocati e compagnia cantando.
Con i guasti derivanti dalla mancanza di una specializzazione minima necessaria per lo svolgimento dell'attivita', la quale si e' ridotta ad essere sempre vendita fine a se stessa e non consulenza volta a coprire le effettive necessita' della clientela. Se poi si aggiunge al fatto che il ritorno economico del venditore dipende dal tipo di prodotto che vende e che tra questi ci sono quelli che rendono a lui piu' di altri si capisce che l'orientamento al cliente e' stato, da sempre, uno specchietto per le allodole, piuttosto che principio vincolante dell'esercizio dell'attivita'.
Addirittura, l'anarchia, di cui parlavo prima, ha consentito anche a semplici diplomati di cimentarsi in questo campo e tanta gente e' stata rovinata, prima di tutto, non dalla avidita' del suo interlocutore, quanto dalla sua scarsa preparazione.
Ebbene questo e' un tipo di argomento che non ho visto Mai affrontare da nessuna forza politica, sindacale o altro.
A mio modesto avviso, questa e' stata una grave lacuna.

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08 novembre, 2009

stop alla banda....larga

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07 novembre, 2009

Pippo Callipo, concetti vecchi per chi dice di volere una Calabria nuova


Lontano dalla Calabria gli echi della lotta politica di quella Terra mi giungono lontani e attenuati.
Nelle prossime elezioni regionali ci sarebbe un candidato, che si propone come rottura del disastroso passato e progetto di un nuovo futuro:Pippo Callipo.
La lettura di un articolo del portale di informazione Strill ha formato in me il convincimento che non e' assolutamente questa la persona che puo' portare il nuovo in Calabria.
Chi non ha mai visto gli operai forestali Calabresi al "lavoro"?
Occorre dire se si vuole essere il nuovo,  a mio modesto avviso, che costoro, da sempre, hanno rubato lo stipendio, poiche' niente hanno mai fatto ed e' scandaloso vederli ciondolare giorno dopo giorno per prendere i soldi e scappare.
Questo sarebbe nuovo! Dopodiche' mi trovano d'accordo i discorsi di riorganizzare e ristrutturare il settore, ma non avere i lcoraggio di dire la verita' che tutti i calabesi conoscono e' indice di vecchiume sotto altro aspetto, forse, in altre forme, ma sempre di ripresentazione di vecchie logiche e vecchi modi di pensare si tratta.
Ma avete mai visto quella categoria di lavoratori all'opera?..ci sarebbe qualcuno di voi che chiamerebbe lavoro cio' che essi fanno?
Un po' di serieta' per favore!

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06 novembre, 2009

Influenza A - In un prossimo futuro dovremo vaccinarci tutti.








E' il caso di tornare ad una informazione serrata sell'argomento Influenza A. Mi chiedo perche' nelle settimane scorse non si e' fatto altro che minimizare l'impatto del virus dell'Influenza a nel nostro Paese.

fonte
http://www.repubblica.it/
"Con la fine del picco, cominceremo a raccomandare a tutti la vaccinazione contro l'influenza A, per evitare una seconda ondata, come accadde per la Spagnola e per la pandemia del 1968, di solito più violenta della prima. Abbiamo gli strumenti per farlo e dobbiamo evitare questa possibilità". Lo ha detto oggi a Roma il viceministro alla Salute,


Ferruccio Fazio, parlando con i giornalisti a margine dell'Assemblea generale delle istituzioni sanitarie e socio-sanitarie dell'Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari) Quanto ai casi gravi che si stanno verificando fra persone giovani e sane, secondo Fazio il dato importante è che in realtà "la mortalità è maggiore nelle persone di oltre 50 anni. Questa influenza si diffonde così facilmente che attacca tutti, e attacca soprattutto i giovani perchè non hanno la memoria immunitaria adatta. Non c'è da sorprendersi, l'importante è l'outcome finale e che il Paese sia preparato ad affrontare la situazione. Oggi abbiamo una rete condivisa con le Regioni per la gestione corretta dei casi gravi".

La cronaca sembra dimostrare che il virus concausa effetti letali quasi esclusivamente in persone già affette da gravi patologie o in situazioni di rischio pregresse. In generale, in situazioni spesso molto compromesse, diventa dunque difficile stabilire la vera causa della morte anche se si tratta di persone risultata contagiate dal virus H1N1.

Oggi, ad esempio, ci sono stati tre casi sospetti. Il primo è un paziente diabetico di 55 anni, morto all'ospedale di Mestre, colpito dal virus ma affetto da una leucemia linfatica e da bronchite cronica. La seconda è una ragazza di 14 anni affetta da leucemia, morta a Monza all'ospedale San Gerardo. Le direzioni sanitaria e generale dell'ospedale attribuiscono il decesso "all'evoluzione della malattia ematologica, non rispondente ai farmaci". Sarebbe quindi l'aggravarsi della leucemia, e non l'influenza A, la causa del decesso.

Molto simile il caso di Campobasso dove i medici però hanno categoricamente escluso che l'influenza A abbia avuto un qualche ruolo nella morte di una bambina di 9 anni avvenuta ieri sera all'ospedale Cardarelli. La piccola era in coma a causa di un tumore cerebrale, ha fatto sapere la direzione sanitaria dell'ospedale, ed era stata sottoposta al test per l'influenza A (risultato positivo) "solo per precauzione, perché ricoverata nel reparto di pediatria". La bambina, fa sapere l'ospedale, è morta nel sonno.

A Roma, intanto, la procura di Roma ha acquisito le cartelle cliniche di due malati deceduti nei giorni scorsi, i cui familiari avevano presentato degli esposti circa presunte negligenze del personale sanitario. Le indagini riguardano il caso della 18enne affetta da fibrosi cistica e contagiata dall'influenza A, morta all'ospedale Bambino Gesù; e quello del bimbo di 10 anni, morto all'ospedale Villa San Pietro, per il quale test ed autopsia hanno escluso il contagio da virus H1N1. Non c'è dunque alcuna inchiesta sul 58enne tecnico di radiologia morto all'ospedale Spallanzani e risultato contagiato dal virus H1N1. Una precisazione in tal senso è stata fatta anche dalla direzione dell'ospedale Spallanzani.

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05 novembre, 2009

Crotone - il Corpo Forestale dello Stato denuncia una persona per furto e deturpazione di bellezze naturali.



DENUNCIATA DAL CORPO FORESTALE DELLO STATO UNA PERSONA PER FURTO INERTI, DETURPAMENTO DI BELEZZE NATURALI E VIOILAZIONE DELLA NORMATIVA URBANISTICO-EDILIZIA

SANTA SEVERINA-CASTELSILANO- Aveva prelevato abusivamente materiale inerte: denunciato il titolare di una ditta . Posti sotto sequestro un escavatore, due autocarri e 250 metri cubi di materiale inerte
CROTONE, 5//11/2009 – Il comando Stazione Forestale di Santa Severina, a continuazione dell’attività di contrasto al fenomeno furtivo di materiale inerte, lungo il corso del fiume Neto, ha proceduto a segnalare alla competente autorità giudiziaria il titolare di una ditta per la lavorazione e trasformazione inerti, identificata in m. m. di anni 33 di Rocca di Neto . Questi, senza avere acquisito le preventive autorizzazioni necessarie stava esercitando una attività estrattiva di inerti abusiva, interessando in particolare le località Campodenaro e San Tommaso, ricadenti rispettivamente nei territori di Santa Severina (KR) e Castelsilano.
All’atto dell’intervento degli investigatori del Corpo Forestale sono stati rinvenuti un escavatore, n. due autocarri e 250 metri cubi di materiale inerte, i quali, sono stati posti immediatamente sotto sequestro. Dai rilievi effettuati con l’ausilio delle apparecchiature GPS e applicativo SIM (sistema informativo della montagna) è stato possibile accertare che l’area oggetto dei prelievi abusivi è di proprietà demaniale.

Dagli accertamenti effettuati con supporti informatici in dotazione, è emerso che l’area oggetto dei prelievi di materiale inerte è ubicata lungo il corso del fiume Lese, in zona di proprietà demaniale, vincolata paesaggisticamente, ai sensi del Decreto Legislativo n° 42/2004 e Legge Regionale n° 23/90, in quanto situata nel corso del fiume Lese, incluso nell’elenco delle acqua pubbliche.-
Inoltre, la predetta area ricade in zona R4, a rischio inondazioni, prevista dal Piano per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.), della Regione Calabria ed in Zona di Protezione Speciale (Z.P.S.) e, pertanto, la realizzazione dei lavori rilevati, viola la legge quadro sulle aree protette, ai sensi di legge.- Da qui la denuncia scattata a carico di m.m. ed m.p., i quali in concorso tra loro,dovranno comparire innanzi alla autorità giudiziaria competente per:

Furto aggravato Violazione della normativa urbanistico-edilizia
Invasione di terreno
Deturpamento di bellezze naturali
Deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi

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04 novembre, 2009

cime ...

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simboli

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s'ingrossano le fila dei precari

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Influenza A - La pandemia e' arrivata. Le autorita' se ne sono accorte?


La pandemia dell'influena A e' esplosa nel nostro Paese. Si rincorrono le notizie dei contagi, la gente comincia ad essere presa dal panico.
Ma siamo sicuri che le autorita' italiane abbiano gestito al meglio la vicenda?
Fino a qualche settimana fa, se non ricordo male, le dichiarazioni di esponenti del Governo erano rassicuranti e avevano fatto pensare che, forse, ci si era allarmati inutilmente l'estate scorsa.Oggi siamo in piena emergenza.
Quando e' accaduto? Cosa e' successo nel frattempo?.
Leggendo il sito online della rivista 'Il Salvagente" si apprende che il numero verde 1500 funziona solo nei giorni feriali e negli orari di ufficio, per cui di notte o nei weekend non si deve contrarre il virus. Sempre sullo stesso giornale, e per verifica personale, si legge del sito "fermailvirus" del ministero, sul quale dopo essersi sottoposti ad un vero e proprio interrogatorio, riceviamo il consiglio di rivolgerci ad un medico.Ancora si legge di ritardi nella campagna di approviggionamento dei vaccini e avvio della campagna di vaccinazione.
A questo punto un atroce dubbio mi assale legata alla circostanza che della campagna di vaccinazione siano responsabili le regioni. In alcune regioni, penso in particolare alla mia Calabria, la Sanita' e' allo sfascio completo e ora si chiede alle stesse istituzioni responsabili di quel disastro di salvaguardare la popolazione dalla Pandemia?...
scusate ma io non mi sento tranquillo per niente.
Sono andato ad accendere un Cero alla Madonna.
Consiglio a tutti di fare lo stesso!

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03 novembre, 2009

La FIVL entra nel consiglio dell'Aero Club d'Italia


L’Aero Club d’Italia (AeCI), ente di diritto pubblico federato al CONI, ha rinnovato il proprio Consiglio Federale durante l’assemblea tenutasi a Roma nella sala d’onore del CONI al Foro Italico. Gli addetti con diritto di voto erano 175.

L’AeCI riunisce in organismo federativo nazionale associazioni ed enti che si interessano allo sviluppo dell’aviazione sportiva. Tra questi le federazioni sportive aeronautiche (FSA) che rappresentano le diverse discipline del volo a motore, volo a vela (aliante), volo libero (deltaplano e parapendio), volo ultraleggero e paramotore, paracadutismo, aeromodellismo, volo aerostatico (mongolfiera, pallone, dirigibile), volo acrobatico in aliante e a motore, e costruttori di aeromobili amatoriali e storici.


Alla presidenza, con suffragio praticamente unanime, è stato confermato per il secondo mandato consecutivo il senatore Giuseppe Leoni. Come previsto dalle norme statutarie, alla carica di consigliere federale sono stati eletti tre membri da parte dei presidenti delle FSA, precisamente il veneto Luca Basso, presidente della Federazione Italiana Volo Libero (FIVL), il lombardo Adolfo Peracchi, presidente della Federazione Italiana Aeromodellismo (FIAM) e Flavio Giacosa di Torino, presidente della Federazione Italiana Volo Ultraleggero (FIVU).

Tre consiglieri sono stati votati dai rappresentanti dei giudici di gara e degli atleti, cioè il lombardo Sergio Dallan della Federazione Sportiva Italiana Volo Acrobatico (FSIVA), il veneto Manuele Molinari, vice presidente della Federazione Italiana Volo a Vela (FIVV)

ed il bolognese Diego Villa, presidente della Federazione Italiana Paracadutismo Sportivo (FIPAS).

Demetrio Catanese di Reggio Calabria, Antonio Dentini di Arezzo ed il lombardo Marco Gavazzi sono stati eletti dai presidenti degli Aero Club locali. Giorgio Fogliani è entrato nel consiglio quale presidente della Commissione Centrale Sportiva Aeronautica.

Si è provveduto anche a eleggere i revisori dei conti nelle persone di Giovanni Di Fede e Pierluigi Arnera.

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02 novembre, 2009

Antonio Cassano parla alla fine della partita Sampdoria Bari


Cassano apre bocca di nuovo.

Sinceramente non ne sentivamo la mancanza.

Per un po’ mi sono unito al coro di coloro i quali contestavano Lippi per la mancata convocazione di questo calciatore in Nazionale, ma adesso ringrazio il nostro commissario tecnico per quello che sta facendo.

Un simile personaggio, privo di ogni elementare granello di educazione e rispetto per il prossimo rischierebbe di rovinare gli equilibri all’interno dello spogliatoio, diminuendo le gia’ ridotte speranze che si possa ripetere l’impresa di quattro anni fa’
Non basta essere dotati di talento per essere un campione, occorre avere delle qualita’ e capacita’ mentali che ti facciano capire che sei un personaggio pubblico con precise responsabilita’ poiche’ migliaia di giovani vedono in te un modello, caro Antonio Cassano. Forse potresti pure avere ragione a contestare chi osa fischiarti, ma non e’ certo quello il modo, non sono certe quelle le parole.

Ringrazio Marcello Lippi per non offrire a siffatto personaggio la vetrina della nazionale e dei mondiali.

L’immagine traballante del nostro Paese sarebbe colpita a morte dagli atteggiamenti, assolutamente, infantili e fuori luogo di un grande con i piedi, ma non allo stesso livello con altre parti del suo corpo.

Colpisce l’assoluta mancanza di intelligenza e diplomazia di certe uscite, le quali ledono solo l’immagine del suo autore, il quale, se fosse stato dotato di ben altre capacita’, sarebbe potuto diventare un autentico testimonial positivo di una generazione e di un certo territorio.

Davvero un grande spreco!

Peccato!

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01 novembre, 2009

Influenza A - Accellera la diffusione del virus nel nostro Paese.


Ci siamo.
La temuta accellerazione della diffusione del virus dell'Influenza A nel nostro Paese sembra stia avvenendo in questi giorni
Le notizie di oggi sono preoccupanti.
Fino a qualche settimana fa, si diceva, che il nostro fosse uno dei Paesi meno colpiti, poi si e' sentito l'esatto contrario segno che le idee in proposito non sono chiarissime.
In ogni caso c'e' da aspettarsi la massima attenzione da parte delle autorita' preposte e scrupolosa applicazione delle regole di prevenzione suggerite dagli esperti.
Si spera che tutto il necessario per fronteggiare la pandemia sia stato fatto e che, almeno in questo caso, si agisca con efficaciasenza perdere tempo in parole inutili e deleterie.
In bocca al lupo a tutti.
E' proprio il caso di dirlo!

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